Axe Italia

Axé è Arteducazione

A sud il desiderio

La geografia non è soltanto una faccenda di divisione dello spazio esteso, è prima di tutto questione di direzioni esistenziali, coordinate vissute, spazi intensivi. Esiste un nord e un sud dell’anima.

“Abbiamo bisogno di credere nel mondo”, scrive Gilles Deleuze. Abbiamo bisogno di credere nel sud del mondo, aggiungiamo noi. La geografia non è soltanto una faccenda di divisione dello spazio esteso, è prima di tutto questione di direzioni esistenziali, coordinate vissute, spazi intensivi. Esiste un nord e un sud dell’anima.

Da tempo immemore, il primato spetta al nord. Ci orientiamo a partire dal nord della stella polare, punto esterno e astratto, in posizione di sorvolo rispetto allo spazio solcato dai corpi che lo attraversano. Ed è ancora il nord a calamitare le speranze dei popoli che migrano in cerca di un futuro migliore, o di quelli in cerca di un futuro tout court, come avviene per le genti dell’Africa martoriata che si muovono verso l’Europa.

Stessa cosa per le masse di giovani che si spostano dal nostro meridione verso un settentrione mai avaro di promesse, troppo spesso disilluse. E quando nemmeno il nord del Bel Paese è abbastanza, si punta ancora più su: c’è la Berlino multiculturale popolata di artisti o presunti tali; la Londra delle opportunità che guardano al merito invece che alla carta d’identità, e poco importa se la meritocrazia trapassa nel gioco al massacro della competizione a tutti i costi; e poi c’è Parigi, l’aristocratica, sublime Parigi che in mancanza di un certo intercalare di pernacchie non ti potrai mai integrare veramente. Senza dimenticare i paesi scandinavi, il welfare integerrimo e mai un mozzicone per terra.

Qualsiasi cosa cerchiate, puntate al nord. Probabilmente lungo la strada dimenticherete cosa stavate cercando. Meglio. Smettete di cercare, continuate a camminare seguendo la stella polare.

Ovunque voi siate, il desiderio vi sospingerà a sud, perché il sud è il luogo in cui il nord siderale consolida la sua assenza. Il sud, questo sud dell’anima, è il luogo del desiderio.

Ma ci sono momenti in cui la stella si oscura, si perde, viene a mancare. E quello è il momento di desiderare. Forse la fortuna di questa parola si deve al suo etimo, che evoca rotte perdute e nuovi mondi scoperti. Desiderio, infatti, significa il venire a mancare (de-) della stella (sidus) che ci guida, quella stessa stella polare che ci indica il nord. Che ci dice cosa fare e verso dove andare, che ci assegna uno scopo e un senso – cioè un significato e una direzione. Il desiderio, invece, sorge dal buco nero della stella, la stella del nord che implode.

Ovunque voi siate, il desiderio vi sospingerà a sud, perché il sud è il luogo in cui il nord siderale consolida la sua assenza. Il sud, questo sud dell’anima, è il luogo del desiderio.

Il sud, perciò, è uno dappertutto e ovunque il medesimo. A Napoli come a Salvador de Bahia.

Napoli e Bahia si incontreranno il prossimo maggio, a rinnovare uno scambio iniziato da alcuni tra Maestri di Strada e Projeto Axé, due associazione che hanno incrociato le rispettive traiettorie, scoprendo non pochi punti di contatto. A cominciare dall’attenzione e l’impegno quotidiano nei confronti di giovani e giovanissimi, quell’energia desiderante della comunità.

In comune poi, Axé e Maestri di Strada hanno un metodo consolidato, quello dell’Arteducazione, nella ferma convinzione che l’Arte e la Cultura non sono orpelli da esibire o passatempo per chi il tempo se lo può permettere. Al contrario, qui – in questo sud emotivo, le cui uniche coordinate sono pulsazioni del desiderio –, a Bahia come a Napoli, a Milano come altrove, l’arte è espressione della vita, di un vitalismo che lotta per emergere. Solo una buona cultura artistica può canalizzare queste spinte, affinché il soprassalto di una vita che intende realizzarsi non si richiuda nella spirale della violenza. Violenza degli esclusi, di chi abita i margini, cui solo una certa testardaggine può far fronte: l’ostinazione di chi non accetta le logiche dell’esclusione e della ghettizzazione.

Il primo incontro tra Axé e Maestri di Strada avviene a Genova nel gennaio del 2015, in occasione del convegno Ai confini dell’educazione. A ottobre 2016, Cesare Moreno, Presidente di Maestri di Strada, viene a sapere della presenza a Roma di Cesare de Florio La Rocca, il fondatore di Projeto Axé, e lo raggiunge nella capitale. È qui che si stabilisce il contatto definitivo tra i due.

Solo una buona cultura artistica può canalizzare queste spinte, affinché il soprassalto di una vita che intende realizzarsi non si richiuda nella spirale della violenza.

Ad agosto 2017, una delegazione di Maestri di Strada vola a Bahia per una dieci giorni di formazione condivisa, nella promessa di organizzare presto un nuovo interscambio a Napoli. Nell’ottobre del 2017 Rocco Fava, Responsabile Esecutivo di Axé Italia, e Marcos Candido Carvalho, Coordinatore dell’area arteducativa di Projeto Axé, partecipano a Sconfini dell’educazione, organizzato da Maestri di Strada a Napoli. Il 7 Novembre 2018, infine, Cesare Moreno, Cesare La Rocca e Marcos Candido si ritrovano Milano, intervenendo al convegno Arteducazione e Pedagogia del desiderio, organizzato da Axé Italia all’Università Statale di Milano per presentare la proposta educativa di Axé.

Il 4 maggio prossimo, l’interscambio riprenderà e la promessa sarà mantenuta. Un gruppo di educatori di Projeto Axé visiterà Maestri di Strada a Napoli per una nuova dieci giorni di formazione condivisa. Non prima, però, di una sosta di qualche giorno a Roma, per ammirare le bellezze immortali della Città Eterna e cibarsi di quel nettare che è alla base della pedagogia di Axé. E prima di partire alla volta di Napoli per dare inizio ai lavori, domenica 6 maggio, il gruppo assisterà al Regina Coeli di Papa Francesco a San pietro.

Questa volta Cesare de Florio La Rocca non sarà parte del gruppo, ma sicuramente gli educatori di Bahia porteranno con loro la presenza simbolica del loro Velho, colui che ha reso possibile questa esperienza che dura da 27 anni. In prima linea sarà invece l’altro Cesare, il maestro coi sandali.

Strana coincidenza del caso, quella per cui questi due movimenti che stanno per rinsaldare il loro interscambio, abbiano al loro capo due figure che portano il nome del conquistatore per antonomasia, Cesare. Nomen omen? Le schiera di Axé, come quella dei Maestri di Strada, non conosce terre da conquistare. Eppure il carisma di entrambi i condottieri val bene quel nome. Nessuna terra da conquistare, infiniti territori da liberare. Territori invisibili ma pulsanti, sono i territori del desiderio.

Andrea Palumbo: molisano di nascita, ha studiato a Milano dove ha conseguito due lauree in Filosofia.

Appassionato e studioso del pensiero di Jacques Lacan ha trovato in Progetto Axé una fonte d’ispirazione.