Axe Italia

Axé è Arteducazione

Il 16 febbraio tutti i partner del progetto “Doors – Porte aperte al desiderio” si sono riuniti per l’ultimo incontro di Analisi della Pratica. Guidato da Marcos Candido  – ideatore della Pedagogia del Desiderio – in collegamento dal Brasile, il gruppo si è confrontato sull’interrogativo: quale prospettiva politica per la Pedagogia del Desiderio?

Contrasto alla povertà educativa

Aggiornamento progetto Doors: il percorso di analisi della pratica (Italia, 2021 – 2022)

Il Progetto DOORS ha assunto come prospettiva politico-pedagogica quella della Pedagogia del Desiderio e dell’Arteducazione e, in linea con i principi fondamentali di questo approccio, ha realizzato percorsi di formazione e analisi della pratica – condotti dai formatori di Progetto Axé – che hanno accompagnato i partner lungo i tre anni di progetto.

Il primo anno si sono svolte le formazioni nazionali per gettare le prime basi teoriche del metodo Axé, mentre il secondo e terzo anno sono stati dedicati all’Analisi della Pratica per analizzare e riflettere quanto è fatto. Il contesto pandemico ha stravolta la programamzione iniziale per le attività del secondo e terzo anno di progetto, rendendo così necessario rivedere il programma di Analisi e Revisione della Pratica.

Il percorso si è dunque articolato in due momenti:

  • Da settembre 2021 a novembre 2021,  i formatori di Axé Italia Rocco Fava e Giorgio Guzzetta si sono recati a Torino, Milano, Fabriano e Roma per incontrare in presenza gli operatori dei partner del progetto Doors per lavorare con loro su tre aree tematiche: teoria e pratica didattica; scuola e comunità; scuola e politica.

 

  • Da dicembre 2021 a febbraio 2022 i formatori Rocco Fava, direttore esecutivo di Axé, e Davide Caselli, ricercatore dell’Università di Torino hanno in un primo momento intervistato singolarmente i referenti educativi di ogni singolo ente e poi, dopo aver raccolto il materiale, hanno stilato un percorso di sette incontri ognuno focalizzato su una tematica specifica emersa come problematica trasversale all’intero parternariato.

Il percorso di analisi e riflessione sulla pratica è per sua natura collettivo e condiviso. I due formatori si sono pertanto sforzati di creare uno spazio di ascolto e di dialogo capace di suscitare nei partecipanti il desiderio di mettere in comunione e confrontare le varie esperienze vissute all’interno del progetto DOORS. Ciò ha portato il gruppo ad intraprendere un percorso di ricerca condiviso attraverso un azione di riflessione e approfondimento critici.

Le sette tematiche trasversali sulle quali il gruppo ha lavorano sono state:

  •   Il rapporto e la collaborazione con la scuola
  •   La pratica educativa/artistica/arteducativa nella scuola
  •   Desiderio e Covid
  •   Desiderare in spazi nuovi
  •   La pedagogia del desiderio applicata a linguaggi non artistici
  •   Ascoltare e accogliere con il territorio in cui si lavora
  •   Quale prospettiva politica per la pedagogia del desiderio?

L’approccio utilizzato, che ha operato per dare voce e testimonianza a tutti i partner, si è dunque strutturato in uno spirito squisito democratico.

Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo. (P.Freire)

Ognuno dei sette incontri ha avuto inizio con la testimonianza di un singolo partner, individuato come il soggetto più qualificato ad introdurre, dalla sua visuale e alla luce della sua esperienza, il tema dell’incontro. Dopo questa prima fase espositiva – occasione anche per conoscere più da vicino il lavoro di ogni territorio con l’aiuto di video e fotografie – gli altri partecipanti rimasti in ascolto erano chiamati ad avviare la discussione con domande, critiche e richieste di approfondimento.

Di tutta questa bellezza, cosa ce ne facciamo” è il titolo della pubblicazione scaturita dalla sistematizazzione delle riflessioni fatte nei sette incontri di questo percorso di Analisi della Pratica.

Il testo è una raccolta di voci, idee e dialoghi che si propone da un lato di dare testimonianza di un percorso di ricerca comunitario, dall’altro di contribuire a decostruire molti luoghi comuni ancora diffusi in campo educativo lasciando emergere interrogativi e risposte meritevoli di essere approfondite.

Le Formazioni Nazionali prima e l’Analisi della Pratica poi, hanno individuato problematiche e lanciato nuove piste di approfondimento per gettera le basi per lo sviluppo di una nuova visone educativa. Hanno avuto come risultato inatteso quello di mettere in moto un movimento – di idee e di persone – che riconosce la Pedagogia del Desiderio e l’Arteducazione come un fondamento solido su cui continuare a riflettere insieme per realizzare cambiamento e trasformazione in una prospettiva di garanzia dei diritti.

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