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Axé è Arteducazione

ArtEducazione: una sola parola, senza ‘trattini’. Questa l’idea alla base dell’azione di Axé, rinomata in campo internazionale — un’azione strutturale e non emergenziale, ispirata al pensiero di Paulo Freire e alla sua “educazione alla libertà”.

  • Arteducazione: l’idea
  • Pedagogia del Desiderio

… è proprio la felicità che svincola il felice dall’ingranaggio dei destini… felicità e beatitudine conducono fuori dalla sfera del destino…
Walter Benjamin

L’ArtEducazione, pilastro imprescindibile del lavoro educativo di Axé, è una parola che afferma che è impossibile educare senza l’arte, la bellezza, l’estetica.

Questa è più di una teoria pedagogica.

È una scoperta illuminante: la scoperta che è solo attraverso la bellezza che il bambino si svincola dall’ingranaggio di un destino, quello della vita di strada, a cui si sente condannato.

Cesare fece questa scoperta insieme a Paulo Freire, una presenza costante nei primi anni del Projeto, grazie ad un ascolto attento dei meninos de rua, ad una volontà di capire a fondo la loro vita di strada. Sono stati i bambini a far capire ai primi educatori che si confrontarono con loro questa profonda verità.

Di fonte al fenomeno dei Meninos de Rua che popolano le strade di Salvador, ci si è chiesto: come stimolare, come accendere una scintilla nei bambini, adolescenti e giovani che, privati dei diritti fondamentali dell’infanzia, sono abbandonati e costretti a vivere in strada a contatto con la miseria, il narcotraffico e la prostituzione? Come innescare un processo di trasformazione che, se vuole essere una educazione alla libertà, deve sempre essere sempre primariamente voluto dagli educandi stessi?

Bambini e bambine di strada non hanno bisogno di assistenza – infatti sono ottimi imprenditori di se stessi, capaci di procurarsi cibo e un luogo dove dormire – ma necessitano di un percorso che li conduca alla riscoperta di se stessi e delle loro potenzialità.

È l’arte la potenza trasformatrice. Nessuno strumento, nessuna forza, nessuna energia è così capace di entusiasmare quanto le manifestazioni artistiche. Essa suscita nel bambino una duplice esplosione, perché egli si scopre ammiratore e fruitore meravigliato di bellezza ma anche artefice e produttore in prima persona dell’opera d’arte.

Ricorda Cesare: “Quando abbiamo visto in strada i bambini danzare la Capoeira, abbiamo visto i bambini fare percussioni sui banchi di legno delle piazze di Salvador, abbiamo visto i bambini canticchiare le musiche brasiliane, abbiamo capito che l’arte è indispensabile perché questi bambini sentano il piacere dell’educazione, e insieme al coordinamento pedagogico abbiamo messo anche il coordinamento di arte. Abbiamo continuato a camminare a percorrere questa strada dell’educazione da un lato e dell’arte dall’altro, ma ad un certo momento abbiamo cominciato a pensare: Perché arte e educazione? Tutt’e due hanno la stessa missione, che è la trasformazione dell’essere umano. E allora abbiamo fuso i due coordinamenti, abbiamo tirato via il trattino e abbiamo scritto arteducazione con un’unica parola.”

L’ArtEducazione è una verità ed una scoperta che ogni educatore ancora oggi fa nel dialogo con i ragazzi che gli vengono incontro nelle strade di Salvador.

Il bambino è soggetto di diritto, soggetto di conoscenza, soggetto di desiderio: questa è l’idea rivoluzionaria alla base della Pedagogia del Desiderio.

Posti di fronte alla realtà dei ragazzi di strada, che vivono in una condizione che li spinge a dichiarare, ripetute volte, di “non avere niente da perdere”, Cesare e gli altri educatori hanno dovuto battere a tutte le porte per trovare una risposta pedagogica e umana adeguata:

  • a Paulo Freire, coautore della proposta pedagogica di Axé, e alla sua “pedagogia della liberazione” innanzitutto, per l’irrinunciabile dimensione politica (bambino come soggetto di diritto)
  • a Piaget per aver sottolineato con forza che il bambino (l’educando) è un soggetto attivo e cosciente che si forma cominciando dall’azione (bambino come soggetto di conoscenza)
  • alla psicanalisi di Freud e Lacan, sopratutto per quanto riguarda le loro riflessioni sul desiderio, che ha il compito di dare energia all’azione (bambino come soggetto di desiderio)

Così nasce l’idea della Pedagogia del Desiderio, consolidatasi man mano che Axé inserì istituzionalmente “la psicanalisi tra i referenti teorici per interpretare la realtà dei bambini e bambine con cui lavora e, di conseguenza, per orientarsi nella sua pratica educativa”, come scrive Marcos Candido in un saggio.

ArtEducazione: le discipline