Axe Italia

Axé è Arteducazione

In scena ieri sera a Roma lo spettacolo-evento dedicato ai cofondatori di Projeto Axé, Cesare de Florio La Rocca e Marcos Antônio Candido Carvalho

Sognando con i piedi per terra

Mentre il loro “mese natale” volge al termine, Axé Italia ha voluto celebrare Cesare e Marcos con un concerto a cui hanno presenziato oltre 100 spettatori.

Un sold out immerso nella bellezza, tenutosi nel chiostro cinquecentesco dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, fra il buco della serratura che dall’Aventino inquadra San Pietro e il giardino degli aranci.

Hanno suonato il Quartetto Diaphorà (Violino I Paolo Sullo – Violino II Luca Sampaolo – Viola Daniele Marcelli – Violoncello Claudio Aiello) e il duo A Maça de Newton (Alessio Baccarini, voce e chitarra, e Luigi Ferracci, percussioni), in un contrappunto fra brani classici dell’immaginario comune e rivisitazioni della tradizione cantautoriale brasiliana.

Una notte di Axé all’insegna dell’Arte: a noi piace pensare che Cesare e Marcos la abbiano seguita con un sorriso sereno e tanto Axé.

Di seguito, un estratto delle parole che Rocco Fava ha pronunciato nel corso dello spettacolo:

“27.000 – Ventisettemila. È questo il numero di bambini, adolescenti e giovani (meninos de Rua) che Progetto Axé ha tolto dalla vita di strada nei sui 33 anni di attività.

Buona sera a tutte e tutti.

A nome di Axé Italia, esprimo a voi la nostra gratitudine per aver accolto quest’invito e poter così essere qui con noi oggi a questa che vuole essere una notte di Axé. Siamo felici ed emozionati, perché questa serata è in onore di Cesare de Florio la Rocca e Marcos Antonio Candido Carvalho, scomparsi recentemente, e grazie ai quali, nel 1990 è nato, a Salvador di Bahia nel nord-est del Brasile, Progetto Axé – Centro per la difesa e protezione del bambino e dell’adolescente.

Questa serata è altresì l’occasione per ricordare il professor Guido Clemente che con la moglie Emilia – che ringrazio particolarmente di essere venuta da Firenze – ha portato Axé nel nostro paese fondando Axé Italia nel 2004.

“[Cesare e Marcos] sono stati artisti, artigiani e poeti dell’educazione”

È per me impossibile riuscire a raccontarvi la storia di Cesare e Marcos, è troppo ricca ed intensa, ed io sono personalmente troppo legato ed in debito nei loro confronti da riuscire ad operare una sintesi delle loro vite. Perdonatemi, ci ho provato, ma non ci sono riuscito.

Senza alcun dubbio, Cesare e Marcos sono stati persone fuori dall’ordinario, appartenenti a quella stretta cerchia di uomini straordinari perché capaci di portare nel mondo qualcosa che prima di loro non esisteva. Sono stati capaci di generare bellezza, di portarla all’esistenza trasformando il mondo. Sono Stati artisti, artigiani, e poeti dell’educazione.

Generalmente per indicare qualcosa di impossibile utilizziamo il termine utopia. Cesare e Marcos invece l’hanno sempre intesa in modo diverso. Hanno sognato, con i pedi per terra, l’utopia ed hanno lavorato una intera vita per realizzarla, concependola come qualcosa non di impossibile ma qualcosa che, se anche ancora non esiste, può venire all’esistenza grazie al lavoro di donne e uomini impegnati per realizzarla. E ci sono riusciti. Lo hanno fatto – certamente non da soli – creando un progetto educativo che ha trasformato la vita di miglia di bambini e bambini e così la storia dell’educazione in Brasile e non solo.

‘Senza memoria si diventa stupidi’ ha scritto Jorge Luis Borges in un testo dedicato alla storia dell’eternità che mi ha recentemente regalato Lorenzo. Nella sua apparente scontentezza, questa frase mi ha colpito. Borges ha tremendamente ragione: se non avessimo la capacità di ricordare saremmo dei cretini. Lo si capisce pensando alle piccole come alle grandi cose della vita. Come potremmo orientarci nella quotidianità se non avessimo ricordo e memoria? Come costruire i nostri progetti, i nostri sogni, le nostre aspirazioni più profonde se non avessimo una memoria da cui partire e su cui costruirli?

Noi siamo di Axé Italia, e come ambasciata italiana della casa madre brasiliana, desideriamo ardentemente ricordare i fondatori di Axé non solo perché sentiamo profonda gratitudine nei loro confronti ma anche perché, come nani sulle spalle di giganti, vogliamo proseguire, ‘con la massima audacia’, sulla strada da loro tracciata. La loro memoria è tanto presente da voler essere da noi festeggiata. Non sono fisicamente qui con noi, ma con loro è vivo un ‘continuo e misterioso dialogo’.

Per omaggiare Cesare, Marcos e Guido non potevamo farlo in alcun altro modo che ricorrendo ai linguaggi dell’arte, prediligendo questa sera quello della Musica in note e parole.

In questa notte di Axé, vogliamo dare voce all’arte, lasciare che sia lei, la bellezza, la protagonista di questo tempo che trascorreremo insieme.

Lo faremo con due momenti musicali, interpretati dai musicisti del Quartetto Diaphorà e dal duo ‘La Mela di Newton‘. Giorgia Cardaci leggerà alcuni brani, da noi liberamente scelti, scritti da Cesare de Florio La Rocca.”


Foto: Mirna de Cesaris

Pubblicheremo a breve un video racconto della serata