Lo scorso aprile, dal 10 al 12, i quattro cantieri (Bologna, Piombino, Cardito, Cosenza) del Progetto Zenobia si sono riuniti a Bologna per dare vita, insieme ad Axé Italia, all’ultimo incontro formativo di revisione e analisi della pratica.
Contrasto alla povertà educativa
Stato avanzamento Progetto Zenobia: formazione plenaria a Bologna (2025)
Per concludere al meglio e, perché no, rilanciare il cammino di Zenobia, Axé Italia ha voluto rivedere il programma iniziale e incontrare i quattro cantieri insieme, invece che singolarmente.
Il primo anno, con la prima fase del percorso formativo denominata “Attraversamenti”, i formatori di Axé hanno incontrato uno per volta i quattro cantieri e hanno proposto alle operatrici e agli operatori di Zenobia diverse attività, in modo tale da fondare le basi teoriche dell’azione educativa del Progetto.
La presenza di Marcos Antonio Candido Carvalho – venuto appositamente dal Brasile – ha permesso alle diverse equipe di immergersi in una due giorni di formazione e di conoscere i principi etici e politici della proposta pedagogica di Axé, la Pedagogia del Desiderio, al fine di riconoscere le bambine i bambine come soggettività portatrici di diritti, di conoscenze e di desideri.
Tra aprile e maggio 2023, a conclusione della prima annualità, Axé ha incontrato da remoto e singolarmente i quattro cantieri, per continuare il processo formativo ed ascoltare come le equipe stavano procedendo nel lavoro.
Con il secondo anno si è passati ad un’attività formativa denominata “Analisi della Pratica”. È un dispositivo formativo cardine dell’approccio Axé ed è una fase successiva a quella formativa iniziale. Nel caso del progetto Zenobia si è trattato di analizzare e riflettere criticamente sulla pratiche messe in campo durante il primo anno alla luce delle conoscenze teoriche acquisite durante la formazione.
Agli appuntamenti online preparatori e di aggiornamento, ha fatto seguito un incontro in presenza in ogni territorio, durante il quale i formatori di Axé Italia sono tornati nelle quattro città per lavorare con le singole equipe. I contenuti dei percorsi sono stati costruiti sulla base dei racconti e delle esperienze delle equipe di educatrici ed educatori operanti nei diversi contesti locali, nonché di un’analisi e studio dei territori.
Giunti al terzo ed ultimo anno del Progetto, Axé Italia ha incontrato ogni cantiere due volte da remoto, tra dicembre ‘24 e marzo ‘25. Gli incontri, oltre all’abituale condivisione e revisione della pratica, sono stati l’occasione per avviare una nuova attività comune ai quattro cantieri: il Diario di Bordo.
Alle educatrici ed educatori è stato chiesto di tenere traccia delle questioni emergenti all’interno degli spazi, facendo particolare attenzione a riportare fedelmente la voce dei destinatari. Senza concepire questo strumento come un’intervista strutturata o un sondaggio, si è suggerito di usarlo a margine delle attività, segnando in particolare le situazioni problematiche che affiorano, per poi discuterne in equipe, dare un’interpretazione e una risposta operativa.
Questi incontri sono stati particolarmente interessanti perché si è potuta discutere l’azione educativa calandola in diversi esempi pratici e dando particolare spazio alle istanze singolari delle soggettività che attraversano gli spazi del Progetto Zenobia.
E veniamo alla Grande Formazione finale di aprile: sono stati tre giorni intensi, in cui le 4 equipe hanno messo in comune le pratiche in quella che possiamo chiamare una vera e propria produzione di conoscenza condivisa, seguendo il principio pedagogico formulato da Paulo Freire: “nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini e le donne si educano insieme con la mediazione del mondo”.
La prima sessione si è svolta il pomeriggio del 10 aprile presso lo Spazio Zenobia Bologna, in via Gorki 10. Alle partecipanti e ai partecipanti è stato chiesto di presentarsi e di dire cosa si aspettassero dalla tre giorni, alla luce del momento attuale del percorso. È stato un primo momento di condivisione intensa in cui sono stati messi sul tavolo una serie di temi che hanno accompagnato i giorni successivi. Successivamente, lo spazio è stato preparato per svolgere un’attività chiamata “L’uomo invisibile”. Con un sottofondo musicale, le partecipanti e i partecipanti sono stati invitati a muoversi liberamente in un’area delimitata da alcune sedie. Progressivamente l’area è stata ristretta dai formatori per poi allargarsi nuovamente e sempre in maniera progressiva. In un secondo momento, ci si è confrontati sulle sensazioni provate durante l’attività, spingendo il pensiero metaforico a indicare delle similitudini con la fase attuale del Progetto educativo.
La seconda giornata si è svolta interamente, mattina e pomeriggio, presso lo Spazio Donna, in via Libia 21/a. La mattinata è stata dedicata ad una restituzione collettiva dei Diari di Bordo. Il gruppo ha potuto ascoltare con grande trasporto il racconto di molti casi, alcuni particolarmente critici, che coinvolgono tanto le bambine e i bambini quanto le famiglie. Così, la voce dei destinatari ha potuto prendersi uno spazio che spesso gli è precluso.
Il pomeriggio ha visto protagonista un’attività arteducativa ispirata al linguaggio teatrale: partendo da un dramma di Anton Čechov, ‘Tre sorelle’, le partecipanti e i partecipanti si sono divisi in gruppi e hanno potuto lavorare sul primo atto del testo.
Dopo una lettura e riflessione svolta da ogni gruppo, ci si è dilettati in una lettura ad alta voce. Infine ci si è dedicati ad una riflessione collettiva sui contenuti del dramma, in particolare rispetto alla presenza ossimorica dei temi del lutto e della festa, sempre stabilendo delle similitudini col Progetto che, avviandosi alla conclusione, tiene chi lo ha portato avanti in una complessa tensione tra il desiderio di celebrarlo e l’angoscia della sua fine.
L’ultima sessione si è tenuta la mattina del 12 aprile presso la sede di Cadiai Safe, in via Bovi Campeggi 6/c. Il gruppo ha lavorato a partire da alcune pagine di Pedagogia dell’Autonomia, testo fondamentale di Paulo Freire. È stata l’occasione per rinfrescare alcuni concetti fondamentali che dovrebbero guidare l’azione pedagogica dal punto di vista etico e politico.
E, a partire dal tono dato dalla lettura di quelle pagine, è stato chiesto alle partecipanti e ai partecipanti di scrivere due lettere, una diretta alle figure apicali dell’ente per cui lavorano e una diretta ai destinatari di Zenobia. Successivamente, le lettere sono state lette in forma collettiva, lasciando emergere, una volta di più, punti di tensione e slanci emotivi che il Progetto Zenobia ha attraversato.
Il Progetto Zenobia si avvia alla sua conclusione ma, in questi tre giorni di incontro formativo tra tutte le operatrici e gli operatori che l’hanno costruita, il desiderio di continuare a farla vivere è stato espresso a gran voce.
Approfondimenti:
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Il progetto è interamente sostenuto da:
Il progetto Zenobia 2020-PIN-01273 è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org
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